Considerazioni nell'anniversario della strage fascista alla stazione di Bologna

Non dimentichiamoci che oggi è il 45° anniversario della strage di Bologna.

 

Per sfuggire alla retorica che rischia di consegnarla alla Storia come un fatto gravissimo ma senza cercare di trarne le lezioni necessarie sarebbe interessante ragionare su di essa nel contesto del percorso del ritorno al potere dell'estrema destra in Italia e in Europa.

 

Il fatto che sia stata commessa non da uno sconosciuto, ma da un personaggio che ha avuto un periodo di celebrità come "Giusva" Fioravanti, bambino prodigio della TV di qualche decennio prima poteva far pensare al tentativo di trovare riscossa di un possibile fallito del mondo dello spettacolo o era un caso?

Difficile pensare che chi l'ha scelto non sapesse di chi si trattava.

Il collaboratore più stretto di Licio Gelli era un uomo che aveva interessi nel settore editoriale, Umberto Ortolani, che viveva buona parte del suo tempo nell'Argentina dei colonnelli Jorge Rafael Videla ed Emilio Massera, di origine savonese.

 

L'esplosivo usato per la strage proveniva da una base NATO.

 

Un mosaico inquietante di cui si compongono le tessere ma sempre in grandi aggregati in modo che le "questioni secondarie" non vengano mai fuori. In attesa di poter rimuovere la cosa quando anche l'ultimo delle e dei testimoni della strage se ne sarà andato.

 

Ortolani aveva interessi nella Mondadori, se non ricordo male, che stava passando nelle mani di Berlusconi, a sua volta iscritto alla loggia massonica Propaganda 2, che prendendo in prestito dal linguaggio cinematografico, potremmo definire la "produttrice esecutiva" della strategia della tensione.

Lo stesso Berlusconi che, "scendendo in campo" avrebbe spianato la strada all'estrema destra realizzando il sogno restauratore di quella borghesia che, per disfarsi di Mussolini, diventato controproducente per i propri interessi, aveva dovuto subire il processo costituzionale e decenni di congelamento degli stessi e della propria indiscussa egemonia sulla società italiana.

 

Con la necessità di infiltrazione di molti suoi esponenti nei partiti di sinistra per rendere l'opposizione via via concertativa, consociata fino al processo di espropriazione in atto

 

2 agosto 2025